Responsabilità medica: omicidio colposo per l’infermiere che sbaglia il triage

La Cassazione ha stabilito che è responsabile di omicidio colposo l’infermiere che assegna erroneamente un codice di priorità sbagliato e il paziente muore.

Responsabilità medica: omicidio colposo per l’infermiere che sbaglia il triage

Fonte: (www.StudioCataldi.it) di Lucia Izzo

È responsabile per l’omicidio colposo del paziente giunto al pronto soccorso, con infarto in corso, l’infermiere che ha errato la valutazione assegnandogli un codice verde.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, IV sezione penale, che nella sentenza n. 18100/2017 (che trovate sul sito fonte) si è pronunciata sull’addebito contestato a un infermiere condannato alla pena di giustizia e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili.

Il caso

All’imputato, nella sua qualità di infermiere responsabile del servizio di triage del Pronto Soccorso, si ascriveva di avere colposamente errato la valutazione nei confronti di un paziente, trascurando le indicazioni contenute nel referto redatto dal personale della ambulanza e le dichiarazioni rese dai familiari circa la morte per infarto del padre del paziente.

Erroneamente, nonostante l’infarto in atto, l’imputato avrebbe attribuito al caso un codice verde in luogo del codice giallo imposto dalla corretta valutazione dei sintomi in sede di triage; il paziente era rimasto quindi per lungo tempo senza adeguata assistenza e solo gli infermieri subentrati nel turno, accertatene le condizioni gravissime, lo avevano ricoverato nel reparto di cardiologia dove era poi deceduto.

Per la Corte di Appello è indubbia la responsabilità dell’infermiere in quanto la sua colpevole sottovalutazione dei sintomi aveva fatto sì che il paziente rimanesse per circa due ore nella struttura senza ricevere alcun tipo di cura.

Leggi l’articolo per intero qui

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Riforma della rc medica: addio alla colpa lieve della Balduzzi

Approvati dalla commissione del Senato gli emendamenti ad ddl Gelli sulla riforma della rc medica.

RC Professionale Area Medica
Assicurazioni RC Professionale Medico Sanitaria

Riforma della rc medica: addio alla colpa lieve della Balduzzi

Fine alla colpa lieve contenuta nel decreto Balduzzi e della responsabilità penale quando l’operatore sanitario abbia rispettato le linee guida.

Previste anche due diverse strade per quel che concerne la responsabilità che si divide in contrattuale per le strutture sanitarie ed extracontrattuale per i medici, con evidente diverso periodo per la prescrizione.

Infine sono state rielaborate le tabelle per il danno biologico.

Queste sostanzialmente le novità della della riforma della rc medica.

Gli emendamenti approvati dalla Commissione Sanità riscrivono in sostanza il tema della responsabilità civile e penale dei sanitari, escludendo, con riguardo alla prima l’illecito aquiliano se il medico ha agito nell’adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente, e la responsabilità penale per colpa lieve laddove vengano rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida (o dalle best-practice clinic-assistenziali), sempre che le stesse risultino adeguate alle specificità del caso concreto.

Leggi direttamente sul sito studiocataldi.it il dettaglio delle novità della riforma della rc medica.

Fonte: Riforma responsabilità medica: addio alla colpa lieve della Balduzzi
(www.StudioCataldi.it)

In vigore l’ assicurazione obbligatoria per gli avvocati

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che rende l’assicurazione obbligatoria per gli avvocati

assicurazione obbligatoria per gli avvocati

In vigore l’ assicurazione obbligatoria per gli avvocati

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che regolamenta l’ assicurazione obbligatoria per gli avvocati.
Questo avviene

dopo quasi 4 anni dall’entrata in vigore della riforma forense, che sanciva tale onere per i professionisti forensi (cfr. art. 12 l. n. 247/2012) e l’inserimento dello stesso tra i 6 requisiti essenziali per poter rimanere iscritti all’albo degli avvocati. (fonte studiocataldi.it)

Di seguito il testo del decreto:

DECRETO 22 settembre 2016
Condizioni essenziali e massimali minimi delle polizze assicurative a copertura della responsabilita’ civile e degli infortuni derivanti dall’esercizio della professione di avvocato. (GU n.238 del 11-10-2016)

Art. 1
Oggetto dell’assicurazione a copertura della responsabilita’ civile professionale
1. L’assicurazione deve  prevedere la copertura della responsabilita’ civile dell’avvocato per tutti i danni che dovesse colposamente causare a terzi nello svolgimento dell’attivita’ professionale.
2. L’assicurazione deve coprire la responsabilita’ per qualsiasi tipo di danno: patrimoniale, non patrimoniale, indiretto, permanente, temporaneo, futuro.
3. L’assicurazione deve coprire la responsabilita’ dell’avvocato anche per colpa grave.
4. L’assicurazione deve coprire la responsabilita’ per i pregiudizi causati, oltre ai clienti, anche a terzi.
5. Non potranno essere considerati terzi i collaboratori ed i familiari dell’assicurato.
6. Ai fini della determinazione del rischio assicurato, per «attivita’ professionale» deve intendersi:
a) l’attivita’ di rappresentanza e difesa dinanzi all’autorita’ giudiziaria o ad arbitri, tanto rituali quanto irrituali;
b) gli atti ad essa preordinati, connessi o consequenziali, come ad esempio l’iscrizione a ruolo della causa o l’esecuzione di notificazioni;
c) la consulenza od assistenza stragiudiziali;
d) la redazione di pareri o contratti;
e) l’assistenza del cliente nello svolgimento delle attivita’ di mediazioni, di cui al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, ovvero di negoziazione assistita di cui al decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132.
7. E’ facolta’ delle parti pattuire l’estensione della copertura assicurativa ad ogni altra attivita’ al cui svolgimento l’avvocato sia comunque abilitato.
8. L’assicurazione deve prevedere, altresi’, la copertura della responsabilita’ civile derivante da fatti colposi o dolosi di collaboratori, praticanti, dipendenti, sostituti processuali.
9. La copertura assicurativa si estende alla responsabilita’ per danni derivanti dalla custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti o dalle controparti processuali di questi ultimi.
10. In caso di responsabilita’ solidale dell’avvocato con altri soggetti, assicurati e non, l’assicurazione deve prevedere la copertura della responsabilita’ dell’avvocato per l’intero, salvo il diritto di regresso nei confronti dei condebitori solidali.

Art. 2
Efficacia nel tempo della copertura assicurativa 1. L’assicurazione deve prevedere, anche a favore degli eredi, una retroattivita’ illimitata e un’ultrattivita’ almeno decennale per gli avvocati che cessano l’attivita’ nel periodo di vigenza della polizza.
2. L’assicurazione deve contenere clausole che escludano espressamente il diritto di recesso dell’assicuratore dal contratto a seguito della denuncia di un sinistro o del suo risarcimento, nel corso di durata dello stesso o del periodo di ultrattivita’.

Art. 3
Massimali minimi di copertura per fascia di rischio
1. I massimali della copertura assicurativa minima sono fissati secondo i seguenti criteri:

categoria fascia di rischio massimale minimo
a Attivita’ svolta in forma individuale con fatturato riferito all’ultimo eserciziochiuso non superiore a euro 30.000,00 Euro 350.000,00 per sinistro e per anno assicurativo
b Attivita’ svolta in forma individuale con fatturato riferito all’ultimo esercizio chiuso superiore a 30.000 e non superiore a euro 70.000,00 Euro 500.000,00 per sinistro e per anno assicurativo
c Attivita’ svolta in forma individuale con fatturato riferito all’ultimo esercizio chiuso superiore a euro 70.000,00 Euro 1.000.000,00 per sinistro e per anno assicurativo
d Attivita’ svolta in forma collettiva (studio associato o societa’ tra professionisti) con un massimo di 10 professionisti e un fatturato riferito all’ultimo esercizio chiuso non superiore a euro 500.000,00 Euro 1.000.000,00 per sinistro, con il limite di 2.000.000,00 per anno assicurativo
e Attivita’ svolta in forma collettiva (studio associato o societa’ tra professionisti) con un massimo di 10 professionisti e un fatturato riferito all’ultimo esercizio chiuso superiore a euro 500.000,00 Euro 2.000.000,00 per sinistro, con il limite di euro 4.000.000,00 per anno assicurativo
f Attivita’ svolta in forma collettiva (studio associato o societa’ tra professionisti) composto da oltre 10 professionisti Euro 5.000.000,00 per sinistro, con il limite di euro 10.000.000,00 per anno assicurativo

2. In presenza di franchigie e scoperti, l’assicuratore sara’comunque tenuto a risarcire il terzo per l’intero importo dovuto, ferma restando la facolta’ di recuperare l’importo della franchigia o
dello scoperto dall’assicurato che abbia tenuto indenne dalla pretesarisarcitoria del terzo.
3. E’ facolta’ delle parti prevedere clausole di adeguamento del premio, nel caso di incremento del fatturato a contratto in corso.
4. Il massimale minimo previsto dal presente decreto deve intendersi al netto delle spese di resistenza di cui all’art. 1917, comma 3, secondo periodo, del codice civile.

Art. 4
Assicurazione contro gli infortuni
1. L’assicurazione deve essere prevista a favore degli avvocati e dei loro collaboratori, praticanti e dipendenti per i quali non sia operante la copertura assicurativa obbligatoria I.N.A.I.L.
2. L’assicurazione deve prevedere la copertura degli infortuni occorsi durante lo svolgimento dell’attivita’ professionale e a causa o in occasione di essa, i quali causino la morte, l’invalidita’permanente o l’invalidita’ temporanea, nonche’ delle spese mediche.
3. Il contratto deve includere tra i rischi assicurati l’infortunio derivante dagli spostamenti resi necessari dallo svolgimento dell’attivita’ professionale.
4. Le somme assicurate minime sono le seguenti:

  1. capitale caso morte: euro 100.000,00;
  2. capitale caso invalidita’ permanente: euro 100.000,00;
  3. diaria giornaliera da inabilita’ temporanea: euro 50,00.

Art. 5
Modalita’ attuative
1. Fatta salva l’informazione da rendere al cliente ai sensi dell’art. 12, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, gli estremi delle polizze assicurative attuative dell’obbligo sono resi
disponibili ai terzi senza alcuna formalita’ presso l’Ordine al quale l’avvocato e’ iscritto e presso il Consiglio nazionale forense, e sono pubblicati sui rispettivi siti internet.
2. Il presente decreto entra in vigore decorso un anno dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
3. Le polizze assicurative stipulate in epoca antecedente all’entrata in vigore del presente decreto dovranno essere adeguate alle disposizioni in esso dettate.

RC medica il mancato consenso costituisce un danno autonomo

RC medica: il danno per il mancato consenso informato va risarcito anche se l’intervento è riuscito. La violazione dell’obbligo informativo rappresenta un danno autonomo da quello della lesione alla salute. Fonte: studiocataldi.it

giudice

RC medica il mancato consenso costituisce un danno autonomo

di Marina Crisafi – Se manca il consenso informato, il paziente va risarcito a prescindere dal fatto che l’intervento sia riuscito. La violazione dell’obbligo informativo, infatti, costituisce un danno autonomo da risarcire anche se non vi è stato un danno alla salute, in quanto ad essere leso è il diritto all’autodeterminazione del malato.

Lo ha stabilito la terza sezione civile della Cassazione, con la sentenza n. 10414/2016 (pubblicata il 20 maggio scorso e qui sotto allegata), accogliendo il ricorso di una paziente che chiedeva la condanna del medico e della struttura sanitaria al risarcimento del danno per l’inadempimento degli obblighi informativi.

leggi tutto: fonte Responsabilità medica: il danno per il mancato consenso informato va risarcito anche se l’intervento è riuscito (www.StudioCataldi.it)

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Claims made interpretata dalla Cassazione

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 26 gennaio – 6 maggio 2016, n. 9140 sulla clausola claims made

claims made

La clausola claims made interpretata dalla Cassazione

Claims made è uno dei due possibili regimi a cui può essere assoggettata una polizza di responsabilità civile verso terzi .

In pratica, con il regime di claims made, è risarcibile il sinistro la cui richiesta di risarcimento è ricevuta dall’assicurato nel periodo di vigenza della polizza, e pertanto le relative garanzie operano dal momento in cui tale richiesta è ricevuta.

La differenza tra una polizza assicurativa in regime claims made ed una in regime “Loss occurrence” è immediatamente percepibile nel caso della responsabilità professionale, in cui tra il momento in cui il professionista commette l’errore professionale ed il momento in cui il cliente ha percezione dell’errore professionale può passare molto tempo.

Con una polizza “Loss occurrence” affinché vi sia copertura assicurativa è necessario che il danneggiante sia assicurato già al momento della commissione dell’errore professionale; con una polizza “claims made” “pura” il professionista potrebbe avere copertura assicurativa anche senza essere stato assicurato al momento della commissione dell’errore, purché sia assicurato al momento della richiesta di risarcimento danni.

Varie le interpretazioni giurisprudenziali nel corso degli anni:

  • Validità e legittimità: secondo una parte della giurisprudenza, sono state giudicate legittime.

  • Valida ma vessatoria: secondo un altro orientamento, la clausola “claims made” ha natura vessatoria, ed è nulla se non sottoscritta due volte.

  • Nullità per mancanza del rischio: al contrario, alcune pronunce hanno precisato che detta clausola costituisce assicurazione di un rischio putativo, ed è pertanto nulla.

  • Alterazione del sinallagma contrattuale: analogamente, secondo altre pronunce, la clausola, contrastando con lo schema tipico dell’assicurazione per i danni; è in contrasto con il principio di libera concorrenza europeo e costituisce una limitazione di responsabilità dell’assicuratore, con conseguente sua nullità e sostituzione con lo schema tipico del contratto di assicurazione previsto dall’art. 1917 c.c..

Ultima in ordine di tempo la sentenza 26 gennaio – 6 maggio 2016, n. 9140 che recita:

nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l’operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo, preventivamente individuati (c.d. clausola clams made mista o impura) non è vessatoria; essa, in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto; la relativa valutazione, da effettuarsi dal giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità, ove congruamente motivata.

Clicca qui per il testo della sentenza

fonti: www.assiweb.net; wikipedia.

Responsabilità del medico: la complicanza è una “causa non imputabile”? Assolutamente no!

Sul piano della prova al medico non giova che l’evento di danno sia in astratto imprevedibile o inevitabile

giudice

Responsabilità del medico: la complicanza è una “causa non imputabile”? Assolutamente no!

di Paolo M. Storani – Mi è capitato di trattarne in un volume collettaneo fresco di stampa (La Responsabilità medica, 2016, diretto da Paolo Cendon e curato da Nicola Todeschini) uscito appena giovedì scorso, 28 aprile 2016, per i tipi di UtetGiuridica, –Project editor il gentilissimo Dr. Pietro Giordano ed editing a cura di Isabella Medros, e di farne una sorta di sentenza – manifesto nel capitolo dedicato alla fase istruttoria (è a pag. 1065 e seguenti): Cass., Sez. III, 30 giugno 2015, n. 13328, Presidente Angelo Spirito e Relatore il Dott. Marco Rossetti (con Uliana Armano, Raffaella Lanzillo ed Antonietta Scrima a completare il collegio della S.C.)

A tacer dei vari aspetti affrontati, soltanto uno vorrei proporne ora all’attenzione degli affezionati visitatori di LIA Law In Action, quello della c.d. complicanza.

 “In caso di complicanza a chi rimane in mano il cerino probatorio?”: nel volume è al punto 46.3.2. intitolato “Accertamento della complicanza e presunzione a carico del medico ex art. 1218 c.c.“.

Qui la presunzione è decisamente a carico del medico!
Nella fattispecie spettava al convenuto fornire la prova della propria diligenza e tale prova non è arrivata.

Leggi tutto l’articolo. Fonte: Responsabilità del medico: la complicanza è una “causa non imputabile”? Assolutamente no!
(www.StudioCataldi.it)

RC medica indagine dell’IVASS

RC medica l’IVASS avvia l’iter per un’indagine che rilevi informazioni sulle coperture assicurative.

rc medica

RC medica: indagine dell’IVASS

L’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni alcuni giorni fa ha indirizzato al mercato una lettera in cui annuncia che, con periodicità annuale, istituirà un’indagine che rilevi informazioni sulle coperture di RC medica, che spazierà dalle strutture sanitarie pubbliche e private, al personale sanitario. L’esigenza nasce dalla continua evoluzione del mercato e delle normative della RC medica.

Un primo bilancio è stato effettuato nel 2015, e all’interno della “Relazione sull’attività svolta dall’Istituto nel 2014” – clicca qui per leggere l’estratto relativo alla R.C. medica.

Le rilevazioni che effettuerà l’Istituto sono: acquisizione dei dati sulle coperture per R.C. medica relative a rischi localizzati sul territorio italiano (analoga a quella effettuata nel corso del 2015) e sulle polizze sottoscritte dal personale sanitario per i rischi da r.c. medica (effettuata per la prima volta).

Per quanto riguarda la prima rilevazione, tra il 1° ed il 15 aprile prossimo, dovranno essere prodotte le informazioni relative a:

  • premi lordi contabilizzati;
  • esposti al rischio (strutture/personale sanitario);
  • sinistri gestiti (numeri e relativi importi) riferiti ai soli denunciati negli esercizi dal 2010 al 2015;
  • prospettive e ostacoli per l’operatività delle imprese nel settore della Rc medica;
  • caratteristiche delle coperture assicurative nel settore della Rc medica;
  • sviluppo analitico dei sinistri pagati e delle riserve per il periodo dal 2010 al 2014, per i soli sinistri denunciati negli anni dal 2010 al 2014 (per quanto riguarda quest’ultimo punto la trasmissione dei dati dovrà essere effettuata tra il 3 ed il 18 ottobre p.v.).

Per quanto invece concerne le polizze sottoscritte dal personale sanitario operante in Italia per i rischi da Rc medica, per ogni singolo contratto sottoscritto dal personale sanitario nel 2014 o nel 2015 dovranno essere prodotte alcune informazioni sintetiche sull’assicurato (codice fiscale, comune di residenza, indicazione della eventuale qualifica di medico) e sul contratto (data di sottoscrizione e di scadenza, premio complessivo e massimale). La trasmissione dei dati dovrà essere effettuata tra il 3 e il 18 ottobre 2016.

 

 

Responsabilità professionale medici obbligatoria per tutti. Cosa cambia

Responsabilità professionale. Assicurazione obbligatoria per tutti. Per dipendenti e liberi professionisti, Asl e strutture private

RC Professionale Area Medica
Assicurazioni RC Professionale Medico Sanitaria

Responsabilità professionale medici obbligatoria per tutti. Cosa Cambia

Cambiamenti sull’obbligo assicurativo. Istituita l’azione diretta del danneggiato. Gelli (Pd): “Le tabelle risarcitorie verranno mutuate da quelle previste dal Dl concorrenza”

“Dopo l’approvazione del Dl concorrenza al Senato presenterò un emendamento per far valere quelle tabelle anche per questo provvedimento”, ha detto in esclusiva a “Quotidiano Sanità” il relatore del ddl.

L’obbligo assicurativo viene esteso alle prestazioni in regime di intramoenia e alla telemedicina. Le strutture dovranno pubblicare i dati della loro copertura assicurativa.

L’Ivass vigilerà sulle compagne assicuratrici.

Giovanni Rodriquez

QUOTIDIANO SANITA’- 15/11/2015

Variano le leggi sull’obbligo di assicurazione da parte delle strutture e del personale sanitario e vengono introdotte misure studiate per l’azione diretta da parte del danneggiato nei confronti delle imprese di assicurazione. Questo il contenuto delle modifiche al disegno di legge sulla “responsabilità professionale” presentati lo scorso venerdì in commissione Affari Sociali dal relatore Federico Gelli (Pd).

Sono previste, dunque, una serie di novità che però non comprendono le tabelle risarcitorie. Una mancanza voluta che viene così spiegata in anteprima a Quotidiano Sanità da Gelli: “Le tabelle sono un punto molto importante. Non le ho volute inserire in questo momento perché, in realtà, sono già incluse nel Dl concorrenza attualmente all’esame del Senato. Insomma non volevamo ripartire da zero. Penso sia anche un bell’esempio di dialogo parlamentare. A questo punto, dopo l’approvazione di quel decreto a Palazzo Madama, presenterò un emendamento per estendere la validità di quelle tabelle anche al testo del disegno di legge sulla responsabilità professionale”.

Quanto alle novità presenti nei nuovi emendamenti, all’articolo 8 viene previsto, finalmente, l’obbligo per tutti i dipendenti delle strutture sanitarie, di essere provvisti di una polizza di responsabilità civile. Tale misura viene estesa anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria nonché attraverso la telemedicina. L’obbligo assicurativo per tutti gli i professionisti della sanità, è stato predisposto anche con il fine di garantire efficacia all’azione di rivalsa da parte dell’ente ospedaliero o altro. Per quanto la trasparenza verso i professionisti, le aziende sanitarie dovranno pubblicare sul loro sito internet la denominazione dell’impresa che presta la copertura assicurativa, indicando per esteso i contratti, le condizioni di polizza, oltre a tutte le altre analoghe misure che determinano la copertura assicurativa.

E’ stato previsto anche un apposito decreto del Ministero della Sviluppo economico, di concerto con il Ministero della Salute, che definirà i criteri e le modalità di vigilanza e controllo che l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) sarà tenuto ad effettuare sulle compagnie assicuratrici che intendano proporre polizze alle strutture e agli esercenti la professione sanitaria.

Infine, l’articolo 8 bis disciplina l’azione diretta del soggetto danneggiato nei confronto della compagnia assicuratrice. Quest’azione sarà soggetta al termine di prescrizione pari a quello dell’azione verso l’azienda sanitaria, la struttura o l’ente assicurato.

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Mentre stiamo pubblicandi questa notizia il quotidiano sanità scrive dell’approvazione definitiva all’emendamento 8.50.

In particolare, nel testo approvato viene previsto l’obbligo per tutti i dipendenti delle strutture sanitarie di essere provvisti di una copertura assicurativa. Tale misura viene estesa anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria nonché attraverso la telemedicina. L’obbligo assicurativo per tutti gli esercenti la professione sanitaria viene previsto anche al fine di garantire efficacia all’azione di rivalsa da parte delle strutture nei confronti dei loro dipendenti.

Quanto alla trasparenza, le aziende saranno obbligate a pubblicare sul loro sito internet la denominazione dell’impresa che presta la copertura assicurativa, indicando per esteso i contratti, le clausole assicurative, oltre a tutte le altre analoghe misure che determinano la copertura assicurativa. Viene poi previsto un apposito decreto del Ministero della Sviluppo economico, di concerto con il Ministero della Salute, che avrà il compito di definire i criteri e le modalità di vigilanza e controllo che l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) sarà tenuto ad effettuare sulle compagnie assicuratrici che intendano contrarre polizze con le strutture e con gli esercenti la professione sanitaria.

Rimandato invece ad oggi il voto sull’emendamento del relatore 8.10 in tema di azione diretta del soggetto danneggiato nei confronto della compagnia assicuratrice.
Sempre nella giornata di ieri, Federico Gelli ha poi depositato l’emendamento 10.50, interamente sostitutivo dell’articolo 10 che disciplina la nomina dei consulenti tecnici d’ufficio, dei consulenti tecnici di parte e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria. Nel nuovo testo si spiega che, nei procedimenti civili e penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria implicanti la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, l’autorità giudiziaria affida l’espletamento della consulenza tecnica e della perizia a un medico legale e a uno specialista nella disciplina oggetto del giudizio. A tal fine, negli albi dei consulenti e dei periti dovranno essere indicate le specializzazioni degli iscritti esperti in medicina, l’esperienza da loro maturata, il numero degli incarichi conferiti e quelli revocati. Infine, si spiega che gli albi dei periti dovranno essere aggiornati con cadenza almeno quinquennale, al fine di garantire un’idonea e adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche di area sanitaria, anche coinvolgendo società scientifiche.

Addio alla responsabilità penale del medico anche in caso di colpa grave

Responsabilità penale del medico. Approvata la nuova formulazione dell’art. 6 del ddl sulla responsabilità professionale in discussione alla Camera. Esclusa responsabilità anche in caso di morte del paziente

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di Marina Crisafi – Il medico che rispetta le linee guida non sarà responsabile penalmente anche se c’è stata colpa grave e si è cagionata una lesione o la morte del paziente.

E’ quanto prevede il nuovo testo dell’art. 6 del ddl sulla responsabilità professionale approvato nei giorni scorsi dalla commissione affari sociali della Camera.

La novità si accompagna alle altre relative all’introduzione dell’obbligo di conciliazione prima di qualsiasi richiesta di risarcimento danni da parte del paziente e al diritto di rivalsa dell’Asl sull’esercente la professione, nonché al “doppio binario” della responsabilità civile, contrattuale per le strutture ed extracontrattuale per i medici, anche non dipendenti, frutto dell’approvazione del pacchetto di emendamenti firmato dal relatore Pd, Federico Gelli (leggi: “Errore medico: il paziente che chiede i danni dovrà prima conciliare e l’Asl potrà rivalersi”).

Nel restyling della responsabilità dei sanitari che si sta ormai avviando alla conclusione in commissione, il nuovo testo dell’art. 6 va a modificare anche il codice penale.

Al comma 2, viene prevista infatti l’introduzione dell’art. 590-ter nell’attuale codice, il quale sancisce che “l’esercente la professione sanitaria che, nello svolgimento della propria attività, cagiona a causa di imperizia la morte o la lesione personale della persona assistita risponde dei reati di cui agli articoli 589 e 590 solo in caso di colpa grave”.

Tuttavia, nell’ultimo capoverso, viene aggiunto che la colpa grave è esclusa, fatte salve le rilevanti specificità del caso concreto, laddove siano “rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali”.

Ciò significa che se il medico agisce in conformità a queste ultime non potrà rispondere dei reati di omicidio o di lesioni personali colpose.

Nell’attesa che le linee guida vengano emanate, ad opera delle società scientifiche accreditate dal ministero della Salute, per evitare vuoti normativi, troverà temporaneamente applicazione la legge Balduzzi.

Studiocataldi.it propone un sondaggio per conoscere la vostra opinione in merito.

Fonte: Sondaggio: addio alla responsabilità penale del medico anche in caso di colpa grave. Ciò che conta è il rispetto delle linee guida. Tu cosa pensi?

(www.StudioCataldi.it)

Danno biologico e danno morale in responsabilità medica

La recente giurisprudenza ha definito le tipologie di risarcimento in rc medica: danno biologico e danno morale

Polizza Infortuni

Danno biologico e danno morale in responsabilità medica

L’ordinamento giuridico italiano prevede che chiunque arrechi, con fatto proprio, doloso o colposo, un danno “ingiusto” ad altra persona, sia obbligato al risarcimento del danno. Vale, anche e soprattutto, per chi opera nel settore sanitario nel caso di comportamento imprudente e/o negligente.

I danni risarcibili nella fattispecie della responsabilità “medica” sono due: danno biologico e danno morale.

Il danno biologico è la lesione dell’integrità fisica e psichica del soggetto, oggettivamente accertabile e risarcibile a prescindere dalla capacità di produzione di reddito del danneggiato. Quindi totalmente indipendente dalla capacità produttiva del danneggiato.

Il danno morale è rappresentato da tutte le sofferenze psichiche conseguenti alle lesioni subite. Tale danno è individuabile anche nelle ipotesi di ingiusto turbamento dello stato d’animo del danneggiato in conseguenza dell’illecito e prescinde dalle eventuali degenerazioni patologiche.

Per molti anni il danno “non patrimoniale” (morale) non è stato riconosciuto, ma recentemente, la giurisprudenza ha cambiato rotta. In aiuto è venuta la Costituzione che trova insiti i due tipi di danno. Il diritto alla salute (art. 32 della Costituzione) per quanto attiene al danno biologico e la lesione dell’integrità morale riconducibile all’art. 2 per l’altra tipologia di danno.

Le due categorie vanno pertanto considerate distinte e differenti.

A riguardo vedere sentenza n. 24082 del 17/11/2011 della Terza Sezione della S.C. di Cassazione.

Il danno morale, dunque, risulta essere autonomo rispetto a quella della eventuale lesione: esso può presentarsi ed essere risarcito anche senza una menomazione dell’integrità psico-fisica del soggetto.

“Il valore dell’integrità morale non può assolutamente essere considerato una quota minore del danno alla salute (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 29191 del 12/12/2008; Trib. Roma, Sez. XIII, sent. del 17/05/2012).

Il fatto poi che qualsiasi lesione della salute determini necessariamente una sofferenza fisica e psichica non esclude, anzi, avvalora la tesi dell’autonomia delle due voci di danno; e la voce di danno morale soggettivo ha lo scopo di assicurare al paziente danneggiato un’utilità sostituiva e ristoratrice delle sofferenze psichiche patite (Trib. Palermo, Sez. III, sent. del 15/10/2010).” (fonte studiocataldi.it)

Valutazione e liquidazione sono desumibili dagli artt. 2056, 1223 e 1226 c.c.

Per ulteriore approfondimento leggi questo articolo.

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